

«Nelle famiglie sciite più ortodosse, come in ogni altra famiglia, viene insegnato ai bambini a essere gentili con i fratelli e le sorelle. Poi però, a causa della soffocante cultura integralista, tutto cambia. Crescendo, bambine e bambini diventano angeli diversi.»
La storia di Fereshteh, come quella di sua madre e di sua nonna, è la storia di milioni di donne iraniane che nascono all’interno di una famiglia sciita ortodossa. Una storia fatta di gabbie fisiche e mentali, di soprusi, di privazione delle più elementari libertà personali. Ma quella di Fereshteh è anche una storia di scelte coraggiose, di lotta per i propri diritti e, in ultimo, di affermazione di sé. Una mano tesa verso le molte donne che sono ancora prigioniere.
«Libertà, speranza, danza, danza, danza.»
«Nelle famiglie sciite più ortodosse, come in ogni altra famiglia, viene insegnato ai bambini a essere gentili con i fratelli e le sorelle. Poi però, a causa della soffocante cultura integralista, tutto cambia. Crescendo, bambine e bambini diventano angeli diversi.»
La storia di Fereshteh, come quella di sua madre e di sua nonna, è la storia di milioni di donne iraniane che nascono all’interno di una famiglia sciita ortodossa. Una storia fatta di gabbie fisiche e mentali, di soprusi, di privazione delle più elementari libertà personali. Ma quella di Fereshteh è anche una storia di scelte coraggiose, di lotta per i propri diritti e, in ultimo, di affermazione di sé. Una mano tesa verso le molte donne che sono ancora prigioniere.
«Libertà, speranza, danza, danza, danza.»
«Nelle famiglie sciite più ortodosse, come in ogni altra famiglia, viene insegnato ai bambini a essere gentili con i fratelli e le sorelle. Poi però, a causa della soffocante cultura integralista, tutto cambia. Crescendo, bambine e bambini diventano angeli diversi.»
La storia di Fereshteh, come quella di sua madre e di sua nonna, è la storia di milioni di donne iraniane che nascono all’interno di una famiglia sciita ortodossa. Una storia fatta di gabbie fisiche e mentali, di soprusi, di privazione delle più elementari libertà personali. Ma quella di Fereshteh è anche una storia di scelte coraggiose, di lotta per i propri diritti e, in ultimo, di affermazione di sé. Una mano tesa verso le molte donne che sono ancora prigioniere.
«Libertà, speranza, danza, danza, danza.»